unire per non dividere,
incoraggiare per migliorare"
La
Filosofia del Club ...
…
è quella di selezionare
e raggruppare un collegio di esperti (sia del mondo accademico che di quello
tecnico-pratico), per consolidare la tradizionale esperienza, la cultura e
l’etica professionale. In tal modo anche la progettualità della scuola
(operatori), della comunicazione (congressi, relatori, corsi), nonché della
produzione (aziende, mostre ecc.), riacquisterebbe la sua potenziale immagine.
Un ulteriore contributo è quello di verificare scientificamente i prodotti e le
attrezzature, per attestarne l’effettiva validità.
I
concetti e le opinioni del Club
Con l'impegno e la conoscenza si migliora la cultura. Questa genera competenza, affinando le capacità di recepire e trasmettere il vero. Non sarà, quindi, la potenzialità economica delle aziende ad imporre un prodotto, bensì il loro coinvolgimento nel prendere coscienza ed accettare le risultanze della ricerca mirata ed eseguita dal diretto operatore finale. Tutto ciò se da un lato condiziona la libera produzione dall’altro formula regole precise e programmi concreti di utilità comune. La comunicazione, così, diviene il morale strumento per far conoscere e trasmettere le reali potenzialità di un valido prodotto. Uno dei compiti del Comitato Scientifico del Club, inoltre, è quello di sopperire alla carente ricerca del mondo della produzione, affidandola a nuove leve di studiosi del ramo clinico-accademico e di quello tecnico-pratico. Tutto ciò risanerebbe la crisi venutasi a creare nel settore. L'impegno delle aziende dovrà essere, quindi, quello di analizzare, prima della produzione e dell'immissione sul mercato, le prove pratiche, eseguite in diversi comparti, su ogni prodotto ed attrezzatura. Si elimineranno, così, le attuali e conseguenti diffidenze venutesi a creare verso relatori, prodotti e, quindi, verso le stesse aziende produttrici, che hanno imposto regole di mercato non compatibili con le reali esigenze dell'operatore. Progetti di largo respiro, ma che, inconfutabilmente, tracceranno le basi di un nuovo futuro!
“ In tutti gli affari, per eseguirli, bisogna misurare il tempo << tecnico >>, in modo da vederne gli effetti a distanza. Il pittore, affrescando la volta di una chiesa od i muri di una grande sala, deve mantenere vivo il senso della distanza dal punto visivo. Per giunta: occorre misurare il tempo << politico >> della preparazione psicologica dei collaboratori e del pubblico ( utilizzatori finali del progetto); il tempo << parlamentare >> se in democrazia ed il tempo di << anticamera >> se in regime dittatoriale. Non basta, c’è anche da prevedere il tempo << burocratico >>, il più lungo ed il più perduto; in ultimo arriva il tempo << tecnico >> della realizzazione.
Chi vuole bruciare uno di questi tempi, spesso
brucia l’opera che vuol fare. “
Don
Luigi Sturzo (
Caltagirone 1971 – Roma 1959)
La
libertà:
i suoi amici ed i suoi nemici – a
cura di M. Baldini – ed.
Rubettino